FILLER - Dott. Antonio Bellino

Dr. Antonio Bellino
Medicina e Chirurgia Estetica
AntiAging - Nutrigenomica - Trichiatria
Vai ai contenuti
Il termine Filler, deriva dall’inglese “ To Fill”, ovvero riempire.
Esso  ha trovato impiego nella pratica della medicina estetica già circa 50 anni fa.

Da allora i progressi della chimica hanno permesso di ottenere materiali biocompatibili e più o meno riassorbibili a seconda delle necessità desiderate e comunque di sicurezza ed efficacia ben comprovate.

La procedura permette di riempire istantaneamente non solo i vuoti volumetrici che sopraggiungono con l’età, ma di spianare conseguentemente anche determinate rughe, idratando inoltre la cute in profondità ed assicurando un effetto di dolce lifting non chirurgico, conosciuto come “soft – lifting” appunto, già visibile immediatamente dopo il trattamento.

Viene altresì adoperata per rivolumizzare e/o ridefinire il contorno della labbra.      

In funzione della profondità di iniezione, vengono distinti in filler superficiali (genericamente per rughe sottili e piccole irregolarità) o profondi ( per depressioni volumetriche maggiori e rughe o solchi di  maggiore entità).
 
Inoltre subentra una distinzione relativa anche al tempo di permanenza delle stesso, per cui si individuano filler permanenti, semipermanenti e temporanei.
Ovviamente la durata dell'effetto di ringiovanimento è pesantemente influenzata anche da determinate abitudini di vita (fumo, attività fisica, esposizione ai raggi UV o ad inquinanti atmosferici, stress ecc.) oltre che dal tipo di filler prescelto e della zona trattata.

La procedura è sicura, minimamente traumatica per il paziente; si potrà tuttalpiù incorrere nella formazione di piccole aree arrossate, nonché di minime ecchimosi che si autorisolveranno in pochi giorni.

I più gravi se pur rari effetti indesiderati possono consistere o in una reazione allergica, (motivo per cui, per alcuni filler si eseguono a scopo precauzionale dei test intradermici, valutandone preventivamente la risposta del soggetto) o in accidentali ischemie distrettuali ( in tal caso il rischio è strettamente correlato alla zona trattata, ma risolvibile nella maggior parte dei casi) .

Tra le controindicazioni a tale trattamento ritroviamo: gravidanza, allergie ai materiali,  herpes in fase attiva, collagenopatie, malattie dermatologiche autoimmuni, coagulopatie.
Torna ai contenuti