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Dr. Antonio Bellino
Medicina e Chirurgia Estetica
AntiAging - Nutrigenomica - Trichiatria
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--> PEFS = CELLULITE . Uno sguardo d'insieme

Dott. Antonio Bellino
Pubblicato da in Medicina estetica · 30 Marzo 2018
Tags: #Cellulite#PEFS#BucciaArancia
Cosa è la "cellulite":
La PEFS o comunemente chiamata cellulite, si manifesta con cute definita a buccia d’arancia, dove però l’inestetismo in sé stesso è solo “uno” degli aspetti più peculiari di questa patologia. Le cause vanno ricercate in uno strato ben più profondo rispetto alla cute, ovvero nell’ipoderma (un tessuto prevalentemente adiposo posto al di sotto del derma).
Qualsiasi sia la causa iniziale, l’eziologia vera e propria della cellulite è il danno al microcircolo veno-linfatico.

Come nasce la “cellulite”:
Il termine PEFS è un acronimo scientifico che sta per “Panniculopatia Edemato Fibro Sclerotica”, ovvero un processo degenerativo del sottocute causato da una ipertrofia (aumento di volume) delle cellule adipose a cui segue una “micro-angiopatia distrettuale”, ossia un cattivo funzionamento del microcircolo veno-linfatico che nei primi tempi determina ritenzione di liquidi e tossine derivate dal proprio metabolismo.
Ne deriva allora una progressiva stasi circolatoria dovuta all’ insufficiente drenaggio di quel liquido che si accumula tra le varie cellule, chiamato liquido interstiziale.
Questa situazione di cattivo drenaggio favorisce nel tempo l’accumulo in loco di cataboliti cellulari i quali a loro volta “richiameranno” ulteriori liquidi per essere “diluiti” e questo autoalimenterà ulteriormente la ritenzione idrica.
Gli adipociti in tale ambiente sovvertito si aggregheranno tra di loro formando allora dei veri e propri noduli di grasso palpabili sulla pelle, i quali con il loro ingombro porteranno sempre più sofferenza al distretto vascolare locale. Il che si traduce non solo in una sofferenza veno-linfatica ma anche dei capillari che non riusciranno più a portare ossigeno e principi nutritivi. Si arriverà quindi alla fibrosi ed alla sclerosi delle fibre di collagene e del derma stesso delineando appunto una degenerazione “fibrosclerotica”.
Il che condurrà sia ad un blocco metabolico locale con conseguente abbassamento della temperatura in situ, sia ad una sofferenza nervosa che verrà avvertita come “dolore”.
Si comprende pertanto la complessità dei meccanismi che stanno alla base di tale problema.

Quali e quante sono le cause :
Sono molte e diverse. Per questo sarebbe più corretto parlare in ordine di : diatesi, concause e cause.
- La diatesi , fattore primario, è semplicemente la predisposizione individuale di ogni paziente ad esserne colpita; nel caso della cellulite è rappresentata da razza bianca, sesso femminile per presenza di ormoni ed eredità familiare  (i disturbi del microcircolo e veno-linfatici sono di natura familiare)
- La concausa è invece un elemento che sommato alla causa vera e propria ne aggrava la progressione. Sono concause importanti il fumo, lo stress, la gravidanza, la stipsi, la postura scorretta, l’abbigliamento costrittivo, l’immobilizzazione, i tacchi alti oltre i 5 cm, una muscolatura ipotonica, la sedentarietà con dimagrimento eccessivo e scarsa attività fisica, una dieta scorretta con molti carboidrati, grassi e sale, calze troppo strette al polpaccio o alla coscia, l’assunzione di estroprogestinici cronici, una scorretta attività sportiva.
- Le cause invece possono essere di natura vascolare (come l’insufficienza venosa agli arti inferiori), di natura endocrina correlate ad esempio ad ovaio o tiroide nonché metaboliche come nel diabete o nelle dislipidemie

Come la paziente può riconoscere i vari stadi:
L’evoluzione del quadro patologico contempla alterazioni che seguono gli stadi sotto riportati, con cui la paziente può anche “allenarsi” a ravvedere la sua situazione:
I.    Primo stadio (stadio edematoso): Stato reversibile. La paziente presenta edema con conseguente cute tesa ed elastica. Si avverte un senso di pesantezza alle gambe. Comprimendo la cute non restano impronte. La pelle perde elasticità ed è molto adesa ai tessuti sottostanti; non vi è ancora insorgenza di dolenzia. E’ difficile riconoscerla semplicemente ad occhio nudo.  

II.   Secondo stadio (stadio fibroso): la cute si presenta pallida, dal colore spento, con aree ipo-termiche e di alterata sensibilità. La pelle si arrossa se viene compressa ed inizia ad assumere un aspetto a buccia di arancia per la gemmazione delle micronodulazioni. Spesso sono presenti teleangectasie. Non vi sono ancora reperti visibili molto evidenti.

III.  Terzo stadio (stadio fibro-sclerotico): è caratteristica la presenza dei micro-noduli a buccia di arancia con compromissione di ossigenazione e scambi metabolici. La palpazione della zona arreca fastidio, con dolore alla manovra del pinzamento.

IV.  Quarto stadio (stadio sclerotico): è lo stadio irreversibile. Sono visibili i macronoduli. La cute appare allora “a materasso”. I noduli sono dolenti al tatto. Sono visibili i capillari dilatati, con eventuali ematomi; la superficie cutanea appare non levigata, fredda al tatto e dolente anche ad una modica pressione. Se compressa lascia una depressione che scompare dopo vari secondi.  

In chi si manifesta:
La cellulite si manifesta nell’80% - 90% delle donne di razza bianca nella loro età fertile, cioè a partire dall’adolescenza (gli estrogeni infatti determinano ritenzione idrica e deposito di grasso in determinati distretti corporei), con accumuli localizzati su cosce, fianchi e glutei.
Può manifestarsi sia in donne obese che in donne magre. E’ molto rara nei maschi. E’ poco frequente nei soggetti di razza nera, sebbene l’adozione della dieta occidentale ha delineato nel tempo una incidenza quasi pari a quella della razza bianca.

L’inquadramento diagnostico:
Il problema viene approcciato innanzitutto attraverso una attenta anamnesi delle abitudini della paziente, indagando quindi il profilo nutrizionale, metabolico ed ormonale della stessa.
Si ricorrerà quindi allo studio della vascolarizzazione del distretto pertinente nonché di quella del relativo tessuto adiposo attraverso ecografia ed eco-color-doppler mirati. La progressione verrà quindi delineata sulla scorta di un esame plicometrico nonché posturologico, con integrazione di termografia e/o teletermografia.

Come si cura:
Ogni stadio ha bisogno della sua terapia.
Tenendo ben presente che un corretto stile di vita (alimentare, sportivo, lavorativo etc.) sia sempre da impostare come base di inizio per ogni percorso terapeutico.
I presupposti per dei risultati sintomatologici ed estetici soddisfacenti sono fondamentalmente il cercare di riattivare il microcircolo artero-linfo-venoso ormai sofferente, rinforzarlo, drenare i liquidi accumulati ed evitarne un nuovo accumulo, “sgonfiare” gli adipociti e dare la possibilità al tessuto di riorganizzarsi in meglio dal punto di vista strutturale e metabolico.
- Trattamenti topici
Tendenzialmente i trattamenti topici pubblicizzati attraverso creme o affini raramente sono efficaci; più che altro migliorano la cute per la loro formulazione cosmetica.  Al massimo alcune formulazioni drenanti possono essere indicate e dare discreti risultati solo nelle primissime fasi.
- Integratori
Gli stessi integratori alimentari tanto pubblicizzati vanno usati in modo adeguato e ben definito. Sono ad esempio consigliati il Mirtillo che agendo contro i radicali da accumulo,  rinforza anche il sistema venoso ; la Centella Asiatica che ridona tono ed elasticità al connettivo ed evita anche essa i radicali; l'Olio Algale che limita invece l'accumulo di trigliceridi negli adipociti prevenendone l’ipertrofia o anche il Fucus che invece ne favorisce lo smaltimento. Giocano un ruolo importante anche le acque che si bevono a tavola.

- Trattamenti Lipolitici
Si prendono inoltre in esame i trattamenti lipolitici, volti cioè a ridurre la componente adiposa. Possono essere generali o locali.
Quelli generali sono volti ad aumentare il consumo calorico con l'attività fisica e a diminuire l'introito calorico con una dieta adeguata; si basano su alimentazione e attività fisica; vengono al riguardo articolati ed embricati schemi di dietoterapia, idropinoterapia, e determinati integratori , nonché determinati esercizi fisici.
Quelli locali invece si focalizzano sulle aree da trattare e sono a seconda dell’indicazione: l’intradermoterapia ( o mesoterapia), la terapia sottocutanea con fosfatidilcolina, la ionoforesi, l’ elettro-lipolisi, la carbossi-terapia, l’ ossigeno-ozono terapia, le onde ultrasoniche, le onde elettrocaustiche, la radio frequenza mono e bipolare, i trattamenti fisici, la pressoterapia, il linfodrenaggio manuale, la liposcultura , la liposuzione.

- Trattamenti per il Microcircolo
Sono trattamenti volti a ripristinare un valido supporto microcircolatorio e si basano sull’uso per via sistemica o locale di farmaci vasoattivi o antiedemigeni, su pratiche di masso/fisiokinesiterapiche (linfodrenaggio, elettro-stimolazione, attività fisica), Pressoterapia, Endermologia (agisce su connettivo e di conseguenza sul linfatico) , Crenoterapia (percorsi vascolari, idro-massaggio, ginnastica in acqua)




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