Blefaroplastica - Dott. Antonio Bellino

Dr. Antonio Bellino
Medicina e Chirurgia Estetica
AntiAging - Nutrigenomica - Trichiatria
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BLEFAROPLASTICA
Cosa è?
La blefaroplastica è un intervento chirurgico volto a correggere gli inestetismi correlati al distretto perioculare. SI parlerà pertanto di blefaroplastica superiore o inferiore a seconda che l’approccio chirurgico prenda in considerazione la palpebra superiore o inferiore rispettivamente. L’intervento si prefigge id correggere aree di ptosi palpebrale, ovvero di cedimento e ridondanza cutanea nonché di rimuovere le borse adipose che possono localizzarsi a livello della palpebra superiore od inferiore. I due distretti, cioè quello superiore ed inferiore possono essere trattati insieme durante lo stesso intervento o in tempi separati.
Il tutto è volto a garantire uno sguardo più aperto, fresco e giovane.
 
Chi può sottoporsi a questo intervento?
Persone di ambo i sessi senza un limite di età. I pazienti candidabili a tale procedura sono quelli in cui la palpebra superiore presenti un evidente ptosi e perdita di elasticità cutanea, creando una ridondanza che va a sconfinare a volte anche oltre il margine ciliare superiore. Spesso in questi pazienti coesiste la presenza di borse adipose che chiudono ancora di più lo sguardo.
La blefaroplastica inferiore invece è rivolta ai pazienti affetti dalle cosiddette “borse sotto agli occhi”. In questo caso si riduce la borsa adiposa che determina tale aspetto. Se coesiste una lassità cutanea, si provvede a sistemare anche quella.
Ovviamente la valutazione durante la consulenza permetterà, sulla scorta dell’anamnesi, delle abitudini e dell’entità del problema, di indirizzare al meglio il paziente chiarendo il tipo di approccio da adoperare ed eventuali controindicazioni contingenti.

Che anestesia viene praticata, quanto dura l’intervento e cosa fare dopo?
In entrambi i casi, si opta di solito per una anestesia locale con sedazione.  Ma si può anche procedere ricorrendo all’anestesia generale.
L’intervento richiede circa 30-40 minuti per distretto. Cioè 30 minuti circa per la blefaroplastica superiore di entrambi i lati e 30 minuti per quella inferiore sempre di entrambi i lati.
Dopo l’intervento nel caso della blefaroplastica superiore residueranno dei punti che vengono rimossi dopo 3-4 giorni. Il gonfiore post-operatorio potrebbe persistere per qualche giorno. Se dovessero presentarsi delle ecchimosi, esse si risolveranno sempre in pochi giorni. Dopo una settimana circa il paziente può riprendere la vita di sempre. Sarà il medico ad indirizzare sulla scorta dei controlli effettuati post-operatoriamente il paziente sul da farsi per agevolare a seconda dei casi il decorso post-procedurale.
Nel caso della blefaroplastica inferiore invece, bisogna distinguere due diverse modalità di approccio chirurgico. Nel primo caso, con approccio esterno, i tempi di recupero saranno simili a quelli della blefaroplastica superiore.
Nel caso invece sia possibile un approccio trans-congiuntivale, ovvero dall’interno della palpebra, non ci saranno punti visibili esternamene ed anche il gonfiore post-operatorio durerà molto di meno. Se la paziente è candidabile, si ricorre infatti a questo tipo di approccio. Per comprendere l’effettiva eseguibilità sul paziente di tale tecnica, si valuteranno il grado di elasticità cutanea residua della zona in esame e l’entità delle borse adipose da rimuovere.

Quali cicatrici vedrò?
Nel caso della blefaroplastica superiore residuerà una cicatrice di pochi centimetri localizzata alla palpebra superiore, ma praticamente invisibile in quanto essa cadrà all’interno di una piega cutanea preventivamente indagata.
Nel caso della blefaroplastica inferiore, se verrà eseguito un approccio dall’esterno, la cicatrice decorrerà vicina al bordo ciliare e comunque non sarà evidente per la localizzazione. Ovvio che nel caso di un approccio trans-congiuntivale, non vi saranno affatto cicatrici esterne né interne.
Una valutazione chirurgica permetterà appunto di chiarire, caso per caso, pro e contro di una tecnica rispetto all’altra e indirizzare il paziente alla scelta migliore.

Quali rischi si corrono?
Dipendono ovviamente dalla storia clinica del paziente, dall’equipe a cui ci si affida nonché dalla struttura in cui si opera. Eventi come quelli connessi a qualsiasi altro intervento chirurgico come infezione, ascessi, parestesie o deiscenza di ferita sono comunque eventi rari.
Sarà il medico a comprendere preventivamente durante la valutazione preoperatoria e a posteriori dopo la procedura l’andamento della cicatrizzazione e a dare prontamente consigli al riguardo.

Dr. A. Bellino
 
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